domenica 21 novembre 2010

ciù is megl' che uan

secondo scafo avviato, praticamente la costruzione è quasi finita... :d

aprendo la "cozza"


le paratie danno forma al nuovo scafo


costruendo il coperchio del gavone di prua

un ringraziamento va all'Assemblatore che, con la solita perizia che lo contraddistingue (v. Lo Stuccatore), ha saputo fornire un contributo di qualità e competenza.

L'indirizzo del blog è http://golettabianca.blogspot.com

domenica 14 novembre 2010

Quanto costa una barca???

"Ma una tale barca, si dirà, verrebbe a costare una piccola fortuna.
È vero. Però ai miei occhi la questione si presenta sotto un aspetto
leggermente diverso. Una barca non costa uno, due, cinque, o dieci
milioni. Una barca costa TUTTO quanto si possiede.
Tutto, più il resto!"

L'altro giorno parlavo con Bernard ed è venuto fuori l'argomento; sopra ho riportato il suo pensiero. E ha ragione, secondo me. Una barca costa TUTTO: energie, soldi, fatica, ingegno... e allora riflettevo su quale fosse la cosa più preziosa e che avessi speso in maggior quantità fin'ora; non c'è dubbio, ho pensato, il Tempo!
Tempo. Tantissimo, incalcolabile, soprattutto perché sottratto ad altre attività.
Chissà se il legno avrà assorbito qualcosa dalla mia persona in tutto questo tempo passato assieme... sembra ragionevole pensarlo, ma quindi una barca autocostruita sarà due volte mia, primo perché ne sarò l'armatore, secondariamente perché dentro di lei ci sarà qualcosa di me! Vabbè, tutto 'sto giro di parole e alla fine sono arrivato al Mana; ma dopotutto l'aveva già detto James W., ho scoperto l'acqua calda ;)

Aggiornamento cantiere:
ho ordinato le Vele!!! Bianche, per la precisione. Il mio caro velaio inglese farà in modo di recapitarmele per i primi di gennaio.

Travi di collegamento:
finite tutte e tre le travi!

Nella foto se ne vede solo una, il problema è che sono troppo grandi e non ci stanno in larghezza nel cantiere... ma è tanto per avere un'idea!

Il resto l'avete già capito dalla foto sopra, ho iniziato il secondo scafo, un paio di mani di resina alle lapazze, e via!


Ho anche fatto il primo portale con le carrucole, mi servirà per ribaltare gli scafi e dargli la resina esterna ;)

Un grazie ad Archimede per aver inventato la carrucola che demoltiplica... (n.b. il Tiki pesa assai!)

l'indirizzo del blog è http://golettabianca.blogspot.com


domenica 31 ottobre 2010

domenica 3 ottobre 2010

mercoledì 22 settembre 2010

Tiki come funghi

Sarà che prima non avevo l'occhio allenato a certe sagome, ma durante l'ultima scorrazzata ellenica ho fatto la conoscenza di ben 3 catamarani di wharram placidamente ancorati al riparo nelle baie cicladiche.

Appena arrivato a Paros due alberi con una certa inclinazione (!!!) si distinguono da tutto l'altro alberame all'ancora.


E' un Pahi 42 piedi, si chiama Hecate. A dir la verità lo conoscevo già, pizzicato su youtube in cerca di video sui wharram: http://www.youtube.com/watch?v=FgCwq4QNHYo
La barca è stata costruita a Phuket, in Thailandia, e da lì condotta in Grecia per fare charter attraverso il Mar Rosso.


Ora ha cambiato proprietario, un inglese, che ha deciso di portarla in Inghilterra ed usarla come sua barca privata. Cosa ci farà con Pahi 42 in mezzo al Solent lo sa solo lui... In questo preciso momento in cui scrivo si dovrebbe trovare in qualche porto della Sicilia. Buon viaggio!
Mi hanno anche offerto di accompagnarli per dare una mano a bordo nel loro viaggio verso l'Inghilterra, ma onestamente anche se avessi avuto tutto il tempo a disposizione non so se avrei accettato; non mi infondevano particolare fiducia riguardo alle loro capacità marinare, così a pelle... non so quanto ci saremmo divertiti nel golfo di biscaglia all'inizio dell'autunno! magari li avrei accompagnati solo fino a Gibilterra =)

La seconda barca era... la gemella di Hecate! questa però ancora dedicata al charter e il suo skipper Eric, marsigliese, mi ha fatto fare un bel giro a bordo, ma soprattutto mi ha rivelato che mentre da principio non credeva molto alle qualità marine dei catamarani rispetto ai monoscafi in ambito cicladico, a maggior ragione con rigurado a un Wharram, dopo due anni di charter sul Pahi ha dovuto ricredersi arrivando a considerarla un'ottima barca, assolutamente in grado di reggere l'Egeo in tutte le sue condizioni (quindi anche il mio Tiki lo sarà! in piccolo, certo...).

La terza era un Tiki vero e proprio, un 38 piedi crucco all'ancora nell'isola di Milos! Purtroppo l'equipaggio non era proprio il massimo della simpatia e nonostante gli abbia pinneggiato attorno per una decina di minuti non mi hanno offerto di salire a bordo e ci siamo scambiati solo un paio di parole.

giovedì 19 agosto 2010

Itaca

Il Tiki si chiamerà Itaca.

Niente nomi di divinità polinesiane o di astri brillanti, nessun Corto Maltese o luoghi lontani e misteriosi, nessuna Perla di Labuan, nessun pennuto tropicale né strane bestie mitologiche.

Itaca; perché la costruzione di una barca è una meta a cui si arriva dopo aver viaggiato a lungo, soprattutto dentro sé stessi, e una volta raggiunta dà modo di ripartire.

Ho trovato la mia definizione personale di Itaca.

Se poi vogliamo aggiungere che per lo più siamo fatti d’acqua e che quindi è possibile (e necessario) navigare dentro di sé e in chi ci sta attorno, allora la barca diventa qualcosa di più di un semplice mezzo per attraversare un tratto di mare e Itaca non è solo una meta.



Di sicuro bisognerà dipingere sulle prue un bel paio d'occhi per tener lontane sgradite presenze...


Parlando di cose più serie, prosegue il montaggio della coperta; la prua è già al suo posto e la poppa lo sarà presto. Le fiancate per l’appoggio della tuga sono tagliate e resinate, fori degli oblò compresi.



Le coperte di prua e poppa vengono “appoggiate” sulle fiancate dello scafo, seguendone la curvatura trasversale (per evitare all’acqua di fermarsi e per fornire una maggior resistenza grazie all’effetto arco). Sono rinforzate con tre listelli sul lato interno e uno su quello esterno. L’incollaggio viene eseguito con cordonature lungo tutto il perimetro esterno e sui lati interni (quelli accessibili!).



La tuga segue lo stesso principio della poppa e della prua, appoggiandosi però a due rialzi sulle fiancate dello scafo e rinforzata sempre con tre listelli sul lato interno.


Ora che lo vedo montato mi viene in mente che la tuga così squadrata è un po’ troppo militaresca, sembra un carro armato! Un minimo di curvatura alla tuga in senso trasversale e longitudinale avrebbe dato al tutto un aspetto più piacevole; ma avrebbe richiesto un bel po’ di modifiche al progetto… da tenere a mente per la prossima barca =)

L'indirizzo del blog è http://golettabianca.blogspot.com

venerdì 9 luglio 2010

Colore!

Niente video né foto in questi giorni. Pare che le forze abbiano abbandonato definitivamente il glorioso strumento di ripresa che, ahimè, è in fase di (dubbia) riparazione.

Ma il cantiere va avanti, almeno da un punto di vista concettuale!

Anche se ancor presto per darsi alla vernice, sto iniziando a pensare a come dovrebbe apparire il Tiki nella sua veste definitiva.

Ho buttato giù un paio di combinazioni di colori, così, tanto per vedere l’effetto che facevano. (bella tamarra la foto di sfondo eh? Mancano solo le palme!)

Dagli schizzi non si vede la coperta, ma quella sarà sicuramente bianca, su questo non ho dubbi.

Per le vele non so… Il set amaranto mi attira molto, ma anche le vele bianche con la linea colorata non sembrano niente male.

Lo scafo penso sarà blu/azzurro, sul rosso sono ancora in dubbio, ma sicuramente non lo farò giallo!!!

(verde? No…porta male) Suggerimenti ???