domenica 2 gennaio 2011

Obiettivi

A volte penso con paura al momento del varo.
Allora potrò mettere in pratica quello che vado immaginando da quando ho iniziato a costruirla... dico che ho paura perché mi domando: cosa succederà poi realmente?
Forse è più bello passare le ore a fantasticare senza raggiungere mai l'obiettivo, sarebbe quasi meglio costruire una barca che non finisse mai.

Ok, detto questo è bene porsi un obiettivo temporale per il varo: Maggio 2011 :P
ce la farò?

Intanto che la resina si indurisce un paio di consigli per il 2011:
  • Per allargare il raggio di azione e conoscere altre piccole terre sperdute nel globo, vi consiglio invece questo bellissimo libro (grazie, sorella) in cui l'autrice racconta di 50 isole sperdute che non ha mai visto e mai visiterà...


Per chi fosse interessato all'avanzamento lavori, ecco l'aggiornamento!

Sto lavorando più che altro sul secondo scafo, l'obiettivo sarebbe di portarlo al livello del primo entro gennaio (ciaspolate permettendo).

Il pagliolato è già tagliato e deve essere resinato, le stuccature delle paratie son fatte e ho iniziato a fare la chiglia.



...giochi di luce sofisticati in cantiere...

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sabato 18 dicembre 2010

Manodopera Colombiana (la carpintera)

Lungo l'Adda accadde un giorno che della manodopera proveniente dal continente sudamericano venisse a dare una mano nella costruzione...

shaka!


la "prova oblò"


destrezza nei lavori manuali


il maestro d'ascia e "la carpintera"

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domenica 21 novembre 2010

ciù is megl' che uan

secondo scafo avviato, praticamente la costruzione è quasi finita... :d

aprendo la "cozza"


le paratie danno forma al nuovo scafo


costruendo il coperchio del gavone di prua

un ringraziamento va all'Assemblatore che, con la solita perizia che lo contraddistingue (v. Lo Stuccatore), ha saputo fornire un contributo di qualità e competenza.

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domenica 14 novembre 2010

Quanto costa una barca???

"Ma una tale barca, si dirà, verrebbe a costare una piccola fortuna.
È vero. Però ai miei occhi la questione si presenta sotto un aspetto
leggermente diverso. Una barca non costa uno, due, cinque, o dieci
milioni. Una barca costa TUTTO quanto si possiede.
Tutto, più il resto!"

L'altro giorno parlavo con Bernard ed è venuto fuori l'argomento; sopra ho riportato il suo pensiero. E ha ragione, secondo me. Una barca costa TUTTO: energie, soldi, fatica, ingegno... e allora riflettevo su quale fosse la cosa più preziosa e che avessi speso in maggior quantità fin'ora; non c'è dubbio, ho pensato, il Tempo!
Tempo. Tantissimo, incalcolabile, soprattutto perché sottratto ad altre attività.
Chissà se il legno avrà assorbito qualcosa dalla mia persona in tutto questo tempo passato assieme... sembra ragionevole pensarlo, ma quindi una barca autocostruita sarà due volte mia, primo perché ne sarò l'armatore, secondariamente perché dentro di lei ci sarà qualcosa di me! Vabbè, tutto 'sto giro di parole e alla fine sono arrivato al Mana; ma dopotutto l'aveva già detto James W., ho scoperto l'acqua calda ;)

Aggiornamento cantiere:
ho ordinato le Vele!!! Bianche, per la precisione. Il mio caro velaio inglese farà in modo di recapitarmele per i primi di gennaio.

Travi di collegamento:
finite tutte e tre le travi!

Nella foto se ne vede solo una, il problema è che sono troppo grandi e non ci stanno in larghezza nel cantiere... ma è tanto per avere un'idea!

Il resto l'avete già capito dalla foto sopra, ho iniziato il secondo scafo, un paio di mani di resina alle lapazze, e via!


Ho anche fatto il primo portale con le carrucole, mi servirà per ribaltare gli scafi e dargli la resina esterna ;)

Un grazie ad Archimede per aver inventato la carrucola che demoltiplica... (n.b. il Tiki pesa assai!)

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domenica 31 ottobre 2010

domenica 3 ottobre 2010

mercoledì 22 settembre 2010

Tiki come funghi

Sarà che prima non avevo l'occhio allenato a certe sagome, ma durante l'ultima scorrazzata ellenica ho fatto la conoscenza di ben 3 catamarani di wharram placidamente ancorati al riparo nelle baie cicladiche.

Appena arrivato a Paros due alberi con una certa inclinazione (!!!) si distinguono da tutto l'altro alberame all'ancora.


E' un Pahi 42 piedi, si chiama Hecate. A dir la verità lo conoscevo già, pizzicato su youtube in cerca di video sui wharram: http://www.youtube.com/watch?v=FgCwq4QNHYo
La barca è stata costruita a Phuket, in Thailandia, e da lì condotta in Grecia per fare charter attraverso il Mar Rosso.


Ora ha cambiato proprietario, un inglese, che ha deciso di portarla in Inghilterra ed usarla come sua barca privata. Cosa ci farà con Pahi 42 in mezzo al Solent lo sa solo lui... In questo preciso momento in cui scrivo si dovrebbe trovare in qualche porto della Sicilia. Buon viaggio!
Mi hanno anche offerto di accompagnarli per dare una mano a bordo nel loro viaggio verso l'Inghilterra, ma onestamente anche se avessi avuto tutto il tempo a disposizione non so se avrei accettato; non mi infondevano particolare fiducia riguardo alle loro capacità marinare, così a pelle... non so quanto ci saremmo divertiti nel golfo di biscaglia all'inizio dell'autunno! magari li avrei accompagnati solo fino a Gibilterra =)

La seconda barca era... la gemella di Hecate! questa però ancora dedicata al charter e il suo skipper Eric, marsigliese, mi ha fatto fare un bel giro a bordo, ma soprattutto mi ha rivelato che mentre da principio non credeva molto alle qualità marine dei catamarani rispetto ai monoscafi in ambito cicladico, a maggior ragione con rigurado a un Wharram, dopo due anni di charter sul Pahi ha dovuto ricredersi arrivando a considerarla un'ottima barca, assolutamente in grado di reggere l'Egeo in tutte le sue condizioni (quindi anche il mio Tiki lo sarà! in piccolo, certo...).

La terza era un Tiki vero e proprio, un 38 piedi crucco all'ancora nell'isola di Milos! Purtroppo l'equipaggio non era proprio il massimo della simpatia e nonostante gli abbia pinneggiato attorno per una decina di minuti non mi hanno offerto di salire a bordo e ci siamo scambiati solo un paio di parole.